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I miei amati: Maggio 2013

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In netto ritardo, ma ci siamo. Sono stata tentata dal saltare questo post visto che ormai metà mese è andato via, però era nelle bozze e allora dai, pubblichiamo. Maggio è passato e -ora posso dirlo con certezza visto che siamo a giugno inoltrato- con lui spero anche la pioggia, il freddo e il gelo. Non si tratta di essere metereopatici, ma svegliarsi e ritrovarsi il cielo grigio e realizzare di dover ripescare dagli scatoloni maglioni e piumini, non fa per niente bene alla salute. Tutto questo grigio e  nuvole hanno avuto influenza negativa sull’umore e conseguentemente su tutto il resto. Il mese per me è stato assai monotono. Poca voglia di truccarmi e di inventare e di sperimentare. Il maltempo mi annienta. Va bene d’inverno, ma a maggio no. Pertanto, questo post sarà assai noioso. Noiosissimo.

Ho strutturato il post in modo diverso, il blog è all’inizio e devo sperimentare. Non sono pazza per cui, semplicemente cerco di trovare il modo più congeniale a me pe scrivere e magari a voi seguaci per leggere.

Palette Tarte  Set “Carried Away”

La palette in questione fa parte dell’edizione natalizia Tarte, portata come gift americano dalla mia amica Valeria. All’interno del set, oltre alla confezione figa, vi erano dieci mini lucidi labbra, un mini mascara, un blush (che vedrete più sotto menzionato), una mini cipria e un pennello da blush. Diciamo che il vero tesoro è la tavolozza di ombretti. La devo ancora inquadrare e studiare, i colori sono suddivisi in quad di quattro per un totale di 24 ombretti; ogni quad è creato per dare l’idea di quale trucco poter costruire, però nulla vieta di mischiare i colori a proprio gusto.  La qualità è diversa da tono a tono, alcuni non si vedono sull’occhio se non dopo un paio di immersioni del pennello nella cialda, altri hanno una scrivenza maggiore. Sono tutti comunque un po’ polverosi. Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa in più da questo brand, colori magari più originali e non già visti, anche virtù del fatto che era un set natalizio (nemmeno un rosso all’interno!). Il vantaggio sicuramente è che, essendo estremamente compatta la confezione, è una palette comoda da portarsi dietro, soprattutto in viaggio, visto che ha una gamma di toni abbastanza varia. E’ la palette che più ho usato per pigrizia e forse perchè volevo usarla una volta per tutte. [Se mai vorrete vi farò un post dettagliato sui prodotti del set]

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Biomatita Avorio Neve Cosmetics

Il pastello avorio è stato uno dei primi acquisti Neve Cosmetics e se non credete che l’abbia usata così tanto basta guardare la foto, è proprio piccola, piccola così! Va bene, seri. L’ho acquistata per la rima interna e di per sè crea anche un effetto figo, ma non dura ed è la triste realtà. Questo è un po’ il problema di tutte le matite occhi per la rima interna, quindi mi aspettavo andasse così anche con questa. Fortunatamente ho trovato come sfruttarla al meglio. Il colore è un panna caldo e la utilizzo molto spesso – in questo periodo potrei dire sempre- come base per un trucco occhi veloce veloce: la stendo sulla palpebra mobile, la fisso con un ombretto panna/pesca e nella piega poi sfumo o un ombretto marrone o melanzana o che colore vi piace. Insomma, è il mio trucco fast per quando sono in ritardo la mattina o quando non ho voglia di perdere tempo (succede succede). Aggiungo, è quella tipologia di trucco che mi permette la sera di ritoccarlo leggermente e di crearne dal nulla uno figo.  Decisamente è stato il mio prodotto preferito fra tutti i preferiti del mese.

Smoky Eye Pencil Kiko 01 Foggy Wood (e.l. Lavish Oriental)

Scherzetto!Mi sono resa conto che manca nella foto, ma pazienza non mi va di rimandare ancora la pubblicazione. Non so quali siano i pregi di questa matita,  è un comune marrone che mi piace (bella scoperta!); la uso spesso per definire il trucco occhi, di giorno specialmente perchè preferisco una matita marrone a quella nera. Mi da l’idea di avere un occhio definito ma non cupo come magari può dare il nero. Mia opinione. E’ molto morbida, scrivente e tiene anche bene nella rima interna, sebbene contenga dei micro glitter dorati che potrebbero non essere amati. Da una estermità ha uno sfumino angolato, che ammetto di non aver usato spesso, però se magari la porti in borsa e vuoi un ritocco veloce fa sempre comodo.

Eye Brow Stilist 030 Catrice

Questa matita la uso da un paio di mesi, è stata davvero una piacevole scoperta. Il mio obiettivo era altro (l’eye brow in Spiked di Mac), ma la Mac più vicina non è proprio a portata di mano e così trovandomi dinanzi allo stand Catrice ho sentito il richiamo di volerla provare. Ha in un’estremità la matita e nell’altra uno spazzolino per pettinare le sopracciglia. A mio parere è davvero un prodotto valido: costo contenuto unito ad un’ottima resa e durata. Se non avete provato nulla di questo brand, pensateci.

Naked Skin Urban Decay

E ‘stato un periodo alquanto critico se parliamo di fondotinta. Ne ho esaurito uno che ben presto vi presenterò e che mi ha deluso. Ho acquistato Il Naked Skin approfittando di un 20% da Sephora, sebbene nei miei desideri vi fosse il fondo Boujorois. E’ un fondo che trovo perfetto per questa stagione, il caldo non è ancora esploso, ma con i primi tepori primaverili -ormai è estate, ok- mi viene la fissa che “devo far respirare la pelle”. Questo fondo è perfetto. Molto leggero, luminoso, quasi fresco. Si ha davvero la sensazione di non averlo, appunto “pelle nuda”. Lo applico con l’expert face brush Real Techinques, ma si potrebbe anche applicare con le dita (l’effetto con l’expert è comunque favoloso). Mi dura tranquillamente tutta la giornata, tenendo a bada discretamente la lucidità. Svantaggi. La coprenza non è il suo forte, maschera qualche piccolo brufoletto, ma non copre del tutto. Per me non è un problema, fortunatamente mi capita sporadicamente di avere brufoletti e piuttosto che rendermi il viso di cera preferisco pure che si intraveda. Saremo pure umani da poterci concedere un brufolo al mese, no? Se ricomprarlo o no non saprei, per ora mi piace, con il caldo vedremo come reagisce e in ogni caso non lo vedo perfetto in inverno.

Blush Adventurous set Tarte “Carried Away”

Il blush adventurous era incluso nel set natalizio di cui sopra vi ho parlato. E’ un pesca leggermente rosato, all’interno della confezione sembra avere dei glitter che in realtà sono invisibili sulla pelle. E’ uno di quei blush costruibili, molto delicato, direi raffinato. Dona la classica sensazione di zigomi in salute ed è possibile abbinarlo quasi con tutto. Pollice in su!

Lip Butter Menthe Yes To Carrots

Sono pigra al punto tale che odio mettere il burrocacao Non chiedetemi come dove perchè questo mese è stato diverso. Credo che sia stata una fissa o il sapore di menta che ha, è un prodotto che ho rivalutato e non lo mollo. Non ha colore ma lascia sulle labbra un senso di freschezza e una leggera patina lucida che mi piace.

Smart Lipstick 923 Kiko

Il 923 di Kiko è un viola/lilla molto tenue. Dona effetto lucido alla labbra e trovo sia anche abbastanza idratante. La durata pecca e parecchio. In ogni caso è uno di quei rossetti che si può facilmente applicare in macchina/ascensore/specchiettoinautobus. Non so se sia la mia propensione per il viola a farmelo amare o altro, ma non so come questo rossetto riesco ad abbinarlo davvero con tutto. E poi d’estate da un tocco di vita, no?

Direi che è tutto. Prometto che con i preferiti di giugno sarò puntuale!

Marica.

Skin care – Fase 2. Idratazione/Nutrizione

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Come promesso seconda puntata dedicata alla skin care. Nel post precedente vi ho raccontato del mio processo di struccaggio (è un processo vero e proprio, convenite con me su questo!), a cui segue l’idratazione barra nutrizione. La sensazione di avere la pelle pulita e idratata non ha rivali. Almeno per i cinque minuti seguenti all’applicazione della crema non faccio altro che toccarla e massaggiarla e farneticare su quanto sia liscia e morbida. So che potete capirmi o almeno compiatirmi. Per la mia pelle è un periodo idilliaco al punto tale che se potesse parlare in questo momento mi direbbe: “grazie!”. Pelle vellutata, morbida che la accarezzeresti infinitamente, distesa e luminosa. Guardarsi allo specchio di prima mattina e pensare “wow” è una sensazione del tutto nuova. Sembro proprio una bambina nel paese dei balocchi!  L’alternarsi delle mie fasi lunari ha, infatti, spostato l’attenzione sui prodotti per la cura della pelle finchè non sono riuscita a determinare quelli che fossero più congeniali al mio caso. Giusto perchè i social network non ci influenzano, ho cambiato stato e così sono passata da “metto una crema!” a “quale crema metto?”. Mi spiego meglio. Spesso -vi prego, non ditemi che sono l’unica- ci riduciamo a scovare le offerte quando dobbiamo acquistare una crema. Della serie, tutte le promozioni a 4.90€ di Bottega Verde sono mie. Attenzione, con ciò non intendo insinuare che i prodotti venduti da Bottega Verde non siano di qualità e non valgano il prezzo, anzi spesso mi hanno soddisfatta. Semplicemente a volte preferiamo spendere –enta/ante/ento euro per un prodotto di make-up e centesimi per le creme. “Tanto alla fine una vale l’altra”. Sembra più che l’atto di metterci una crema sia fatto più per coscienza che per altro. Cerco l’offerta, leggo l’etichetta, gioco fatto. Un etichetta, però, la dice lunga: pelle mista/grassa/normale/secca, ma -o grazie blogger serie che mi avete aperto gli occhi!- una crema nasce prima di ogni cosa con la funzione di idratare e nutrire la pelle. Non può essere catalogata a priori. Senza la giusta idratazione e nutrizione, nessun make-up, seppur effettuato con prodotti pagati fior di soldi potrà appagarvi. Il primo passo nell’acquisto di una crema è, pertanto, cercare di capire di cosa abbiamo più bisogno e trovare la giusta combinazione di idratazione e nutrizione. Ci sarà chi preferirà utilizzare una crema idratante, chi nutriente, chi le alternerà in base al giorno o alla notte, o al susseguirsi delle stagioni. In linea di massima quello che si deve fare è sperimentare, in modo tal da riuscire a capire cosa è meglio. Cercare di non fermarsi solo alle etichette sperando che ci illuminino l’esistenza, o al prezzo o al marchio rinomato, questo dovrebbe essere il vero motto. Un prodotto pensato per pelli miste non è detto che vada bene per tutte le pelli miste e via dicendo e discorrendo per tutti gli altri casi. Sappiatelo. Condizioni climatiche, stress, alimentazione sono solo alcuni dei fattori che condizionano il benessere della nostra pelle. Non c’è scritta una regola nè un processo definito da seguire e dico di più, non è detto che quello che oggi vada bene domani possa esserlo ancora. E’ una continua ricerca, ma una volta appresa, diventa pure divertente. All’inizio, lo so, può sembrare estenuante anche perchè la pappa pronta la vorremmo tutti.

Da tali presupposti parte il mio viaggio alla ricerca della crema perfetta e dunque a parlarvi di quella che oggi è la mia routine perfetta. Essenzialmente sono passata dall’intenso uso di creme Bottega Verde, a prodotti di alta cosmesi che non valevano un cetesimo pagato, finchè sono approdata nel porto Fitocose, piccola azienda italiana di produzione di cosmetici bioecologici. L’idea di provare prodotti biologici sta diventando una moda, tuttavia è una moda che non fa male seguire, almeno per quanto mi riguarda. Da tempo tenevo d’occhio il sito, non mi ero lanciata nell’acquisto semplicemente perchè uno degli svantaggi di questa azienda è la scarsa reperibilità dei prodotti -venduti praticamente solo on line- e i lunghi tempi di attesa (ridotti ad oggi a 10 giorni). La curiosità è femmina e alla fine ho ceduto. Sul sito c’è la possibilità di effettuare un checkup così da individuare i prodotti più adatti al nostro caso, in verità avevo deciso ancora prima di leggere il responso cosa provare. Questo perché ho imparato a leggere e documentarmi e per mia fortuna tante blogger che seguo hanno testato i prodotti Fitocose. E’ stato quindi un approdo in un porto sicuro. La mia pelle non è disastrata, non ho sofferto di acne e malesseri annessi, giusto brufoletti da stress/ciclo/mangio schifezze. Ho i pori dilatati e ci convivo e devo tener a bada la lucidità. Nel periodo “pre cura della pelle”, ho iniziato ad avvertire la sensazione di secchezza, la classica pelle che tira. Nulla di particolarmente preoccupante, insomma, ma che non sia degno di cure e attenzioni. Il risultato del checkup è stato del tutto coerente con la mia idea di partenza: crema all’Alchemilla e Jalus siero equilibrante.

La crema all’alchemilla: “è un emulsione molto leggera indicata per il trattamento cosmetico della pelle mista”. “Per l’alto contenuto di sostanze tanniche, l’Alchemilla trova indicazione come astringente e sebonormalizzante contro l’eccessiva secrezione sebacea del viso (mento, naso e fronte) e come riequilibrante contro l’eccessiva perdita d’acqua delle zone di pelle più soggette a disidratarsi .”

Jalus: “è un siero idratante adatto come equilibrante sia per le pelli che necessitano di acqua che per quelle asfittiche spente, precocemente invecchiate e sensibilizzate dall’uso improrio di cosmetici inadatti. L’acido Jaluronico utilizzato è un polimero naturale che proviene dalla fermentazione dallo Streptococcus zooepidemicus. Per le sue proprietà visco-elastiche , ha la capacità di legare in modo fisiologico molta acqua e di ripristinare il giusto tasso di umidità sull’epidermide rallentando in modo fisiologico il processo di evaporazione dell’acqua.”

Le virgolette e i link servono a descrivere in modo opportuno così come Fitocose dixit e io di meglio non potrei fare. Detto a parole mie, Jalus e Alchemilla si uniscono insieme in modo tale da conferire alla pelle -mia in questo caso- l’idratazione e la nutrizione di cui necessita. Il trattamento consigliato da mister Fitocose prevede, infatti, di stendere lo Jalus su tutto il viso come base e di utilizzare la crema solo sulle zone più secche del viso (guance, zigomi, decolletè). Questo perchè la crema, pur essendo leggera, è anche molto ricca e va dosata in modo tale da non ritrovarsi con la pelle “padella per friggere mode on”. Io ne stendo davvero una punta ed ho la sensazione che la mia pelle la divori, si assorbe davvero in un nanosecondo (deformazione professionale, mea culpa!); ma una quantità eccessiva sono sicura che resterebbe tutta in superficie. L’odore è molto forte, ma non disturba una volta fatta l’abitudine. Jalus, viceversa,  è inodore ed ha una consistenza molto acquosa, tanto che in un primo istante ho avuto la sensazione di aver acquistato un prodotto inutile. Solo con il tempo si riescono ad apprezzare i benefici, distende proprio la pelle, non saprei come spiegarlo in altro modo. Inizialmente, ho seguito i suggerimenti: ogni mattina e sera dopo la pulizia ho applicato il siero su tutto il viso e la crema solo su zigomi e guance; la sera solo Jalus senza crema. Tuttavia, dopo una settimana ho notato che la pelle sulla fronte iniziava a seccarsi, richiamava “crema crema!”. Ho capito che jalus non basta a conferire idratazione. Va bene come base per una crema da metterci sopra, ma da solo non basta, almeno per le mie necessità.

Non so tra i due cosa abbia fatto davvero bene alla mia pelle, perchè oggi la vedo rinata. Non credevo fosse visibile ad occhio nudo, ma una pelle sana si nota e si sente. Della crema ho ancora il vasetto pieno dopo quasi tre mesi, tra l’altro a breve la sostituirò con la crema alla carota, più leggera d’estate e soprattutto indicata per la protezione solare. Jalus, invece, l’ho già riacquistato perchè lo utilizza a quantità industriali anche mio marito.

Una routine piuttosto semplice direi, pochi passaggi ben concentrati, ma con i prodotti giusti. A completare il discorso per quanto concerne la skin care, con scrub/esfoliazione/maschere ho ancora da sperimentare. Ogni settimana faccio uno scrub semplice a base di miele, bicarbonato e limone; una volta al mese faccio invece una maschera di quelle già belle e pronte. So che tante si lanciano nella produzione di cosmetici fai da te, ma io sono tanto imbranata, quanto pigra. Come dire, devo ancora trovare la mia strada in questo senso.

Voi come coccolate la vostra pelle? Raccontate su!

Alla prossima,

Marica.

Rimmel Lasting Finish n°05 by Kate lipstick : review, swatches and possible dupes

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E’ stato un amato di aprile e a quanto pare la relazione si protrae. Risulterò noiosa, il rossetto in questione non riesco proprio a mollarlo. Di solito, cambio sempre look, giuro. Non mi piace portare sempre uno stesso colore, sia che si tratti di rossetti sia che si tratti di ombretti. Non in questo caso, non questa volta.  Da quando ho ripescato questo rossetto dal fondo del cassetto, non riesco più a farne a meno. Da un tocco di colore e originalità e soprattutto è un valido alleato quando sono sulla soglia della porta e mi accorgo di aver dimenticato di indossare un rossetto (ditemi che non sono l’unica!). A volte lo applico in macchina, confesso. Non ho ancora trovato il mio rossetto “my lips but better” (avrei bisogno di un consiglio a riguardo, avanti!), ovvero il rossetto più simile al colore delle mie labbra, ma potrei dire che questo si avvicina, visto che riesco ad abbinarlo davvero con tutto. Forse lo 05 non sarà il mio MLBB ma se ho capito qualcosa in merito potrebbe essere un po’ di più di un MLBB. Mah.

Lasting finish n°05 by Kate. L’ho acquistato assieme al fratello n°10, un bel rosso fragola che spesso ho indossato. Trovo che questi rossetti siano molto confortevoli e soprattutto che abbiano un ottimo rapporto qualità prezzo. Come appartenenti ad una categoria low cost (il prezzo oscilla dai 7.90€ ai 10.90€, se siete fortunate su asos spesso è venduto a 4.90€) credo che non abbiano nulla da invidiare a quelli prodotti dai top brand. Esperienza personale, spesso mi sono ritrovata per le mani rossetti pagati cifre esorbitanti e che non valevano una cippa. Ecco, l’ho detto. La collezione Lasting Finish firmata Kate Moss prevede 8 tonalità molto varie tra loro, dai beige ai rossi ai fucsia. E’ stata lanciata anche una linea Lasting finish Matte, riconoscibile dallo stick rosso. Non ho ancora testato nulla di questa linea, in giro diciamo che non ho letto pareri positivi.

Partiamo dal packaging: è piuttosto classico, una confezione nero opaca, con l’incisione sul tappo della firma di Kate Moss. Semplice e compatto; cosa che mi succede non con altri rossetti low cost, il tappo resta ben fisso senza il rischio di aprirsi in borsa e finire per impolverarsi o peggio che lasci chiazze di colore qua e là (vedi ad esempio i rossetti catrice).

Il colore è un rosa con una base che vira al rosso a seconda delle luci. Non ne sono sicura, ma io lo vedo così sulle mie labbra. Mah. La formula è piuttosto  cremosa e si stende facilmente. In genere, io lo applico direttamente dallo stick senza utilizzare pennelli. Preferisco.

In quanto a pigmentazione direi discreta, anzi più che discreta: con una passata si ha un bel colore, meglio con due se non tre. Direi che il finish sia a metà strada tra un cremesheen e un amplified MAC, se vogliamo fare paragoni (???). Mi spiego meglio, è un rossetto coprente, cremoso, idratante (al punto tale che se mi dimentico di applicare un burrocacao prima non incorro in pellicine staccate) e luminoso. Dimenticavo, per quanto sia cremoso, non sbava.

La durata, se visitate il sito Rimmel, vedrete che è indicata come 8 ore. Wow, eh?? Beh, proprio 8 non direi. Io lo applico al solito alle 7 di mattina e mediamente mi dura un 5 ore piene. C’è da dire che quantomeno il colore sbiadisce uniformemente senza quell’effetto contorno labbra scure e all’interno chiare. Orribile. Lascia un velo di colore sulle labbra che non dispiace e che fa comodo a tutte quelle come me che sono pigre nel fare i ritocchi.

Vi lascio qualche swatches. Nella prima foto vedete il rossetto applicato con due passate; sotto l’ho affiancato al pastello fenicottero di Neve Cosmetics, più virante al fucsia; tuttavia, li ho abbinati assieme e devo dire che mi è piaciuta come combinazione. Per inciso, quanto è bella questa matita labbra???

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Lasting Finish n°05

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Lasting Finish n°05 – Pastello Fenicottero Neve Cosmetics

Possibili dupes. Allora, mi sono impegnata e volendo produrre qualcosa di serio ho provato a cercare dei rossetti che potessero sembrare simili in quanto a colore. Spero di esserci riuscita, sono pronta a qualsiasi critica costruttiva! Dunque, i possibili concorrenti sono il 912 Kiko, appartenente agli Smart Lipstick e il Rouge à Lèvres Mazette di Dior. La prima foto è scattata sfruttando la luce naturale, all’ombra in una giornata di sole per intenderci. Notate come il 912 e lo 05 sembrino simili, mentre il Dior ha una base più tendente al rosso.

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in alto a sinistra Dior Mazette; in basso a sinistra Lasting Finish n°05; a destra Kiko n°912

Nella foto a seguire gli stessi riproposti con luce artificiale. Come potete osservare, il Dior in questa foto vira effettivamente all’arancio/corallo (ma quanto cambiano i colori a seconda delle luci???); mentre lo 05 e il 912 restano simili. Dupes? Il 912 di Kiko sembra più luminoso dello 05, effetto ingannevole della foto, vi assicuro che non lo è. Mio gusto personale, trovo che la qualità del Lasting Finish sia nettamente superiore rispetto al rossetto Kiko, sia in quanto a formula, che idratazione, che durata.

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(luce artificiale)

Vi mostro anche delle foto comparative per valutazione circa la durata. La prima si riferisce al rossetto appena applicato, ore 07.30.

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Il rossetto sulle labbra ore 13.30, prima di pranzo, esattamente dopo 6 ore. Come vedete, il colore è presente, molto sbiadito e non di certo luminoso, però la base è uniforme.

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Il look che avevo sabato, perdonate la foto, non è per niente professionale, giusto per farvi vedere quanto mi piaccia questo rossetto. Ho applicato la matita fenicottero sul contorno e poi ho riempito le labbra.

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Voi li avete provati? Che ne pensate?

Alla prossima.

Marica.

I miei amati: Aprile 2013

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Aprile è finito e di primavera non vi è traccia. Dalle mie parti ancora giornate fredde e piovose. Non sono meteropatica, ma se sei un’emigrata, cresciuta in una città in cui il sole è una costante, la depressione è giusto lì, ad aspettarti dietro l’angolo. Speriamo che maggio e i mesi a venire siano migliori, ecco.

Se come me leggete mille e mille blog, saprete che è abitudine effettuare un resoconto mensile: chi parla di prodotti finiti, chi di amati e chi di cestinati. La mia collezione di prodotti è ancora troppo limitata; in più, sono abbastanza lenta nel terminare i prodotti. Parliamo quindi dei prodotti che più ho amato.

Cura corpo, viso e capelli.

Essenzialmente, in questi mesi ho dedicato la mia attenzione a prodotti per la cura del viso. Da quando ho lasciato la mia terra (o Puglia!) per trasferirmi in quel del nord (benvenuta in Veneto), ho notato che la pelle ha risentito molto e male della variazione di clima. Non ho una pelle problematica, s’intende: normale tendente al misto, lucida quanto basta e con pori dilatati. Nulla di serio, con i pori posso conviverci. Quando parlo di pelle “normale” voglio riferirmi all’assenza di acne (facciamo gli opportuni scongiuri) e/o di brufoli generici. Motivo per cui non mi sono mai preoccupata di quali prodotti utilizzare: routine con un comune latte detergente per la fase di struccaggio e una crema semplicemente per “pelli miste”, giusto a conferire un minimo di idratazione alla pelle. Con l’emigrazione al nord tutto ciò non è bastato. Ho notato la pelle seccarsi giorno dopo giorno e qualche brufoletto spuntare qua e là. Niente di allarmante, ma per una che non ha mai avuto problemi, vi assicuro che può trasformarsi in tragedia. Mi sono concentrata e, dopo aver letto innumerevoli recensioni (grazie blogger serie), ho provato due prodotti Fitocose: lo Jalus Siero Equilibrante e la Crema all’Alchemilla. Li sto utilizzando in combinazione da circa un paio di mesi, non è molto, ma sembra aiutino la mia pelle a riascquistare equilibrio. Jalus è un siero a base di acido ianuronico, indicato proprio per equilibrare le pelli che necessitano di acqua. La crema all’alchemilla è una crema leggera, per pelli miste. Li uso sia di giorno che di sera, e ho visto la pelle rinascere, davvero. La sento più “distesa” e levigata. Arriverà una recensione, aspetto di di testarli con la stagione estiva. Per ora, grazie Fitocose.

Altro prodotto per il viso, struccante occhi Sephora Waterproof Eye Makeup Remover. Amore assoluto. E’ perfetto, riesce ad eliminare ogni traccia di mascara, matita o ombretto. Ho provato altri prodotti, ma sino ad oggi non ho trovato un prodotto che riesca a struccare davvero a fondo i miei occhi come questo. Ho acquistato il formato da viaggio, mi è più comodo; è quasi al termine e lo riprenderò sicuro.

Capelli. Shampoo brillantezza  Lovea all’Argan, l’ho recensito qualche giorno fa. Ha ridato vita ai miei capelli. E’ uno shampoo naturale, per capelli spenti e opachi. Rende i miei capelli più morbidi, più lucenti e più puliti a lungo.

Make up

Non ho inserito nè un fondotinta nè un correttore. Crisi profonda in questo ambito. Sto testando diversi prodotti, per ora, nessun preferito. L’unico prodotto viso che sto amando è il blush Peaches di MAC. E’ diventato un must per tutti i miei trucchi. La scrivenza mi ha un po’ delusa: ho una pelle nè troppo scura nè troppo chiara, ma se non faccio tre o quattro passate Peaches è invisibile. Lo inserisco comunque nei miei prodotti preferiti, perchè l’effetto finale mi piace, riesco ad abbinarlo con qualsiasi genere di trucco occhi e/o bocca e ha un’ottima durata.

Per gli occhi ho usato quasi sempre gli stessi prodotti: Primer Potion Original di Urban Decay, Palette Sleek Lagoon, Pastello Caramello Neve Cosmetics.

La palette Lagoon ha delle tonalità molto versatili per la stagione primavera/estate e poichè dalle mie parti sembra che il sole non voglia riscaldarci, almeno la creo io la primavera! L’ho usata davvero tantissimo e trovo che la qualità non sia male: con un buon primer sotto e un velo di cipria sopra, l’ombretto mi resta fermo tutto il giorno. Unica pecca è la polverosità e la poca scrivenza di alcuni colori (i più chiari) che necessitano di più passate per dare colore pieno. Per 9.90€ trovo comunque che ci si possa perdere un po’ di tempo.

Pastello occhi Caramello. Una matita occhi di questo colore mi mancava. E’ un bronzo caldo, ramato, abbinabile con il viola, con il verde, con il blu. Al solito, da quando l’ho presa la sto usando un giorno si e l’altro no, mi piace proprio.

Primer Potion Original UD. Sto terminando una travel size, sicuro lo riacquisterò. Per me lui è il primer. Ho provato per un periodo ad alternarlo con il rivale, Rugiada per Makeup di Neve Cosmetics. Mi dispiace dirlo, PP non ha rivali. I miei occhi non conoscono pieghette da quando è con me.

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Dulcis in fundo, un amore ritrovato, Lasting Finish n°05 by Kate di Rimmel. Ho acquistato questo rossetto assieme al fratello n°10, il mio rosso per tutto l’inverno. Il n°5 non l’ho considerato sino a qualche tempo fa, poi all’improvviso è rinato l’amore. E’ un rosa con una punta di rosso all’interno (io lo vedo così!), perfetto per qualsiasi look. Trovo che questi rossetti abbiano un ottimo rapporto qualità-prezzo. Hanno una durata discreta: lo indosso la mattina alle 7 e inizia a perdere colore più o meno dopo 5 ore, a seguito di due pause caffè e senza ritocchi. Profumano di dolci e li trovo anche idratanti. Il n°5 merita una recensione tutta sua. Lo adoro. Per chi non resistesse, sulla pagina Facebook ho inserito una foto con swatch sulle labbra.

Alla prossima,

Marica.

Odi aut Amo?: LUSH Crema Struccante “Non ti scordar di me”

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So di essere molto lenta nella pubblicazione di nuovi articoli, ma causa lavoro, casa e marito ho davvero poco tempo a disposizione da dedicare al blog. Ammetto anche di essere un po’ troppo scrupolosa:  scrivo, cancello e poi riscrivo… per convincermi a pubblicare un articolo ci impiego anni e secoli. A volte mi sembrano troppo brevi o troppo lunghi. Controllo la punteggiatura, le parole, sono sull’onda dell’esaurimento, in pratica. Non è positivo, devo cambiare strategia.  Mi convinco che è solo l’inizio e che, forse, è solo un blocco psicologico. Ansia da prestazione da blog, credo si tratti esattamente di questo. In ogni caso, devo rompere il ghiaccio. Ho pensato, mentre ero in autobus stamattina di creare una rubrica, “ODI AUT AMO?” (ritorno al passato con il latino), ovvero uno spazio in cui discutere di tutti quei prodotti terminati e che dobbiamo decidere se infilare nel cestino o riacquistare. Credo possa essere utile, no?

Il primo prodotto in rubrica è una crema struccante LUSH dal nome soave “Non ti scordar di me”. E’ venduta in un vasetto da 45g ed ha un costo di 10,35€. Eccessivo, a mio parere. L’ho acquistata lo scorso giugno, ma ho impiegato quasi un anno per terminarla. Alternata ad altri prodotti, s’intende, ma come capirete non l’ho amata tanto.

Ecco come presenta il prodotto l’azienda:

Una densa mistura di miele, olio di mandorle, acqua di rose e cera d’api, per cancellare ogni traccia di ogni tipo makeup, anche se tenace, resistente all’acqua, agli alluvioni o alle tempeste tropicali. Non c’è scampo! Ciononostante, è talmente delicato che va bene per la pelle sensibile, e anche per struccare gli occhi. Ne basta pochissimo, però non scordatevi di rimuovere i residui con un batuffolo imbevuto d’acqua tiepida… onde evitare di rimanere appiccicati alla prima guancia che bacerete. 

Uno dei fattori che mi ha sempre incuriosito di questa azienda è proprio la fantasia che dimostra nel descrivere i prodotti: nomi poetici e altrettanto le descrizioni. Non so se badino più alle parole che alla sostanza. Esperienza personale, trovo che le stesse descrizioni dei prodotti non sempre rispecchino la realtà. A detta di LUSH, questo detergente dovrebbe essere in grado di struccare occhi e viso, eliminando qualsiasi traccia di trucco. Va bene, è uno struccante: se siete abituati ad usare trucchi leggeri sarà perfetto, se amate, come me, trucchi carichi e smokey, lo sarà meno. Questo per me è stato un primo punto a sfavore. Nella mia fase “struccaggio” ho sempre utilizzato uno struccante specifico per gli occhi e uno per il viso, proprio perchè un prodotto miracoloso, in grado di far tutto, credevo non esistesse. Quando mi sono ritrovata fra le mani questo detergente credevo di aver finalmente trovato il mio prodotto all in one. Potete ben capire la delusione, quando, al primo tentativo, ho potuto sperimentare che per gli occhi avrei comunque dovuto utilizzare un prodotto a parte. Ma andiamo oltre. Concordo con LUSH, è un prodotto delicato. Non ho la pelle eccessivamente delicata, tuttavia ho notato che al tatto sembra quasi di stendere una crema. Primo punto a favore.

La consistenza la trovo molto corposa. Non so, ma quando mi strucco preferisco utilizzare dei prodotti leggeri, piuttosto che ritrovarmi costretta a risciacquare il viso accuratamente, onde evitare residui e pelle appiccicosa. Il tutto è stato poi amplificato nella stagione estiva, quando con il caldo smi sono ritrovata la pelle unta e insetti desiderosi di accarezzarmi. Motivo per cui ho dovuto abbandonare il prodotto in agosto e riprenderlo in ottobre. Ancora un punto a sfavore.

Il profumo è misto di tanti odori, non so descriverlo, perdonatemi. Lo trovo tanto forte, al punto di dare nausea. Se, come me, siete  deboli di naso, pensateci un paio di volte prima di acquistarlo. Terzo punto a sfavore.

Nel complesso trovo che sia un buon prodotto, ma mal descritto. Facendo una media, tre punti a sfavore e uno pro. Pazienza, una volta nella vita capita a tutti di ritrovarsi ad aver comprato qualcosa che faremmo piacevolmente cadere direttamente nel cestino. Di bello questo prodotto ha solo il nome. Si, perché se un prodotto mi viene presentato con l’etichetta “Non ti scordar di me”, a me fa pensare che debba essere davvero qualcosa di fantastico. Errato. Ho imparato che quando vi dicono che un determinato prodotto è superlativo, bisogna diffidare. Voi sarete l’eccezione alla regola (frase famosa del film “Non gli piaci abbastanza”). Non mi piace comprare un prodotto e tenerlo lì, bello e intatto; ho investito dei soldi e mi sono impegnata a terminarlo. Ora, è terminato. Non ho foto del nominato al cestino perché al tempo che si è esaurita l’ultima “goccia” non avevo ancora un blog e nemmeno l’idea di crearne uno, ciò che mi resta è il barattolo vuoto che non ho cestinato, sto meditando di riciclarlo come “porta qualcosa”. Per 10,35€, trovo che ci siano prodotti più validi.

Odi aut Amo? ODI.

Voi l’avete provato?

Alla prossima,

Marica.

Review: LOVEA Shampoo Brillantezza all’Argan

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Se c’è un prodotto rivelazione dell’anno, per me è lui! I miei capelli lo adorano infinitamente. E’ il primo shampoo con ingredienti completamente naturali che ho avuto modo di testare e devo ammettere che ha piacevolmente superato le mie aspettative. Dopo aver avviato la sperimentazione di prodotti ad inci naturale per il viso, ho deciso di fare lo stesso per la cura dei capelli. Si, lo confesso, sino a poco tempo fa ho utilizzato un comune shampoo, acquistato in supermercato o nelle classiche botteghe di detersivi, di marche varie per non cadere in monotonia. Non mi sono mai posta il problema degli ingredienti contenuti, scelta sbagliata, ne sono consapevole. La verità è che ci convinciamo della validità di un prodotto perchè pubblicizzato in tv come indicato per capelli lisci o mossi o secchi o delicati. Se avessi scoperto prima l’importanza di utilizzo di un prodotto naturale e dei suoi benefici, mi sarei risparmiata anni di “pruriti”. Vi spiego meglio. Sin da quando ero in fasce, ho sofferto di dermatite del cuoio capelluto, una sorta di infiammazione che si traduce in prurito, arrosamento e spesso anche croste. Una sensazione non piacevole e che mi ha generato diversi disagi, ve lo assicuro. E’ una malattia, se vogliamo chiamarla in questo modo, dovuta a diversi fattori: ereditarietà, stress, ma soprattutto utilizzo di prodotti sbagliati. Certo, esistono prodotti farmaceutici specifici per la cura, ma negli anni ho cercato disperatamente un prodotto che mi aiutasse a prevenire piuttosto che curare, questo è proprio il caso di dirlo.

Non conoscevo Lovea finchè non mi sono ritrovata a girovagare per gli scaffali dell’OVS di Via Torino, a Milano. Ho notato la varietà di prodotti, ma ciò che più ha catturato la mia attenzione è stato il prezzo. Uno shampoo naturale da 200ml a 3.99€ non è per niente male. Per la prima volta ho acquistato un prodotto senza aver letto mille e mille recensioni, guidata dall’istinto e dalla curiosità. Ho letto un po’ di etichette e ho deciso di acquistare lo shampoo brillantezza all’Argan, bio con certificazione ECOCERT, indicato per capelli spenti e opachi. Esattamente, il mio caso. Causa madre natura, oltre a soffrire della sopra citata dermatite, vanto anche il dono di avere dei capeli crespi, nè lisci nè ricci, quella via di mezzo che ti fa penare sia in inverno che in estate. Quanta fortuna! Devo cercare sempre di dare un garbo con phon e piastra, altro motivo per cui ho bisogno di  utilizzare prodotti che preservino la luncentezza e che non siano aggressivi (vedi dermatite in agguato).

Come si presenta il prodotto, parliamo di consistenza e profumo (costo e quantità li abbiamo appurati, ottimi). La consistenza è piuttosto acquosa e bisogna farci un po’ di pratica per evitare di sprecare prodotto. Di solito, metto un paio di gocce sulla mano, diluisco con acqua e faccio due lavaggi. L’idea ottimale sarebbe quella di diluire direttamente lo shampoo in un flacone apposito, simile a quello usato dai parrucchieri (prima o poi ne acquisterò uno!). A differenza di uno shampoo comune, non crea schiuma, data l’assenza di agenti tali da produrla (non serve aumentarne la quantità, non ne farà comunque). Ha un bel profumo delicato, fruttato, sa proprio di qualcosa di naturale. Ad onor del vero, il profumo svanisce in fretta, ma non è una cosa che mi turba più di tanto, preferisco avere i capelli puliti e idratati, piuttosto che profumati e imbevuti di sostanze dannose che non hanno alcun beneficio.

Giungiamo alle mie considerazioni. Sin dalle prime applicazioni, ho notato dei miglioramenti al cuoio capelluto: in particolare, la mia amica dermatite sembra avermi abbandonato. Salvezza. Altro vantaggio: ho i capelli puliti più a lungo! Causa smog, palestra, umidità, ero solita lavarli almeno quattro volte a settimana, comportamento non corretto, ma necessario per evitare fastidiosi pruriti. Da quando ho iniziato ad utilizzare lo shampoo Lovea, ho notato che i miei capelli risultano più morbidi, più luminosi e ho la sensazione che siano più puliti e più a lungo. Ho ridotto i lavaggi a due massimo tre a settimana. Certo, magari con il caldo la situazione cambierà, ma per il mio cuoio capelluto è comunque una vittoria. E’ vero, uno shampoo acquistato al supermercato può apparire più profumato, ma è solo un effetto transitorio, visto che non farà altro che rendere il cuoio capelluto più grasso. Nota negativa: ho notato che durante il lavaggio secca un po’ i capelli, per me non è un problema, aggiungo del balsamo sulle punte in modo da renderli più morbidi; sottolineo che tale effetto è legato solo al lavaggio, una volta asciutti i capelli sono davvero morbidi. Devo sempre dare un garbo, si intende, ma sento che respirano. L’ho sottoposto anche alla valutazione dell’altro sesso, mio marito. Come la maggior parte della popolazione maschile, commette l’errore di lavare tutti i giorni i capelli. Risultato: capelli secchi, spenti e aumento di forfora connesso. Appena ha iniziato ad utilizzare il mio amato ha riscontrato subito un miglioramento, in primis forfora scomparsa. Ammetto di essermi pentita di avergli affidato il flacone, non ha ancora capito la quantità giusta e che non fa schiuma in alcun modo.

Concludendo, posso dire di essere molto soddisfatta dall’acquisto. Mi piacerebbe testare altri prodotti naturali, magari di altre aziende, così da poter avere un’idea più completa. Scelta costretta e non volontaria, sono alla ricerca di alternative, visto che mi è rimasta una quantità di prodotto al massimo per altri tre lavaggi e non è per niente facile reperirlo. Nei punti OVS a mia portata di mano, non vi è traccia di Lovea, è disponibile sul sito stesso, con l’aggiunta di 15,25€ di spedizione. In pratica, mi costerebbero più dello shampoo stesso. Alternative urgenti da trovare. Sono convinta che in parte la rinascita dei miei capelli sia dovuta al passaggio dai siliconi al mondo naturale, in parte il prodotto in sè ha giocato il suo ruolo. Valuterò, valuterò.

Vi lascio il link del sito Lovea dove poter reperire tutte le informazioni necessarie, tra cui la lista di ingredienti dei prodotti.

Voi avete mai provato uno shampoo bio? Sapete consigliarmi un’alternativa?

Alla prossima,

Marica.

Creaseless Cream Eyeshadow Benefit: that’s amore!

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E’ il mio primo post vero e proprio, se escludiamo la presentazione. Una fatica incredibile. Ho scritto questo articolo ancora prima di dare avvio al blog, ma è rimasto in bozze circa dieci giorni. Ora, con tutta la buona volontà, ho capito che io e le foto non abbiamo un bel rapporto, pessimo sotto ogni punto di vista. In primo luogo, a casa ho tutte luci gialle, faretti, per interderci, che alterano ogni foto; secondo, non riesco mai ad essere fortunata con i raggi di sole, mi sfuggono. Quindi, abbiate pazienza, ma le foto non saranno il mio punto di forza!

Fatta questa premessa iniziale, parliamo di:  Creaseless Cream Eyeshadow. Si dice che “il primo amore non si scorda mai”: è così è stato per questo ombretto/eyeliner in crema Benefit. Come una bambina nel paese dei balocchi, non si può non essere affascinati quando ci si trova davanti uno stand Benefit: confezioni curate nei minimi dettagli, stravaganti e colorate, un po’ stile retrò. Sarà strategia di marketing, ma di sicuro donna Benefit non pecca di inventiva. La maggior parte delle volte quello che cattura l’attenzione è anche l’immagine e l’estetica di cosa ci viene presentato. Potremmo dire che anche l’occhio vuole la sua parte, ma di conseguenza dovremmo poi aggiungere che spesso l’abito non fa il monaco. Detto in termini non proverbiali, paghiamo l’estetica e il marchio, ma non sempre c’è come diretta implicazione la qualità del prodotto. Benefit non è un marchio low cost, ma per quel che ho potuto constatare vanta anche la qualità. Per intenderci, non produce prodotti con inci naturali, pertanto, qualità in questo caso va intesa come “pago e non resto delusa”.

Creaseless, così come definito sul sito Benefit stesso, è un ombretto/eyeliner in crema, che promette lunga durata a prova di sbavatura. Analizziamo. Ombretto o eyeliner? Le tonalità proposte-non so se effettivamente siano tutte disponibili in Italia-variano dal beige al grigio intenso. Tutte sicuramente portabili in qualità di ombretti; in veste di eyeliner non saprei. Per mio gusto personale, un eyeliner dovrebbe essere di un colore bello intenso che risalti e dia definizione all’occhio. Mio modesto pensiero, si intende. Io ho scelto Tattle Tale, un beige shimmer, molto luminoso, perfetto come illuminante/ombretto, poco adatto come eyeliner. Ho provato a fare degli swatches sia all’ombra (prima foto) che alla luce del sole (seconda foto), ma temo che non rendino. Il colore è davvero tanto chiaro e luminoso.

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In ogni caso, vi garantisco che è davvero bello, soprattutto d’estate, da una luminosità incredibile all’occhio!Mi piace!

Aperto il barattolino si viene pervasi da un profumo delizioso, quasi di dolci o pasticcini, non riesco a descriverlo meglio, con il tempo ha perso questa sua caratteristica. E’ più di un anno che lo possiedo e, considerando le innumerevoli volte che ho aperto il barattolino, avrei dovuto aspettarmelo.

La texture è cremosa, tanto che inizialmente ho avuto dubbi circa la durata. Adoro la definizione “creaseless”, senza piega: effettivamente li ho testati sia con primer sia senza, sia con il gelo sia con il caldo e devo confermare che hanno davvero ottima resistenza. Solitamente mi trucco la mattina alle sette e torno a casa esattamente dopo dodici ore, vi garantisco che è ancora lì e senza quell’effetto orribile a chiazze. Presumo che il risultato dipenda molto dal tipo di palpebra, più asciutta o più oleosa, così come dal tipo di primer utilizzato. Tuttavia, credo che la qualità del prodotto in sè faccia la sua parte.

L’applicazione è semplice, così come la sfumabilità: basta poco prodotto per ottenere già un effetto intenso. Proprio poco prodotto, perchè aumentandone la quantità si rischia di creare un pasticcio con effetto piega in agguato. Generalmente, più che con pennelli preferisco applicarlo direttamente con il dito, pura questione di comodità.

Inizialmente ho usato questo prodotto quasi ogni giorno (si vede una voragine al centro del barattolino nella foto), sia di giorno come punto luce sia come base per trucchi più complessi. Poi improvvisamente l’ho abbandonato. Ma è un mio difetto: acquisto un prodotto, entusiasta, lo utilizzo fino alla nausea; infine, mi stufo e arrivederci. Quest’inverno, comunque, il Tattle Tale è stato il mio migliore alleato. Si, perchè nonostante una sveglia programmata, spesso mi ritrovo ad essere in ritardo e a dover fare mille cose in poco tempo. In momenti così, di certo, non è possibile stare lì a decidere: il colore, gli abbinamenti e le sfumature. No, bisogna avere un prodotto che in poco tempo riesca a dare un risultato decente. Un prodotto che conosciamo e che sappiamo gestire. Lo applico, quindi, su tutta la palpebra mobile, matita per definire l’occhio, mascara e il gioco è fatto.

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Difetti: il prezzo, 20,5€ per 4,5g di prodotto e sicuramente l’inci, reperibile sul sito Benefit.

Ve lo consiglio? Si, mi piace!

Sono comunque alla ricerca di alternative economiche…

E voi? Li avete mai provati? Alternative economiche?

Alla prossima,

Marica.