Un giorno senza sorriso è un giorno perso

Torno a scrivere dopo mesi e mi sembra quasi sia la prima volta. Ho pensato per giorni al modo giusto per farlo e alla fine mi sono decisa ad aprire questa parentesi. Non sarebbe il posto giusto per parlarne, ma per riprendere le redini del blog è quasi come avessi bisogno di buttar fuori tutto. E’ come se avessi bisogno di una nuova partenza per tornare a scrivere. Se pur non debba dare giustificazioni, mi sento di volerlo fare in virtù del fatto che non mi piace passare per la persona incostante e inaffidabile. E in questo anno e mezzo lo sono stata. In un angolino neutro del mio cervello è quasi una forma di rispetto nei confronti di tutti coloro che fino ad oggi mi hanno seguito, magari chiedendosi il perché di una così lunga assenza; un modo per dire che non mi sono svegliata un giorno decidendo di non scrivere. Oggi decido di condividere con voi un pezzo vita. A chi volesse evitare di leggere una serie di pensieri sconnessi, vi dico che vi capisco. Chiudete e non andare oltre, a seguire a questo post riprenderà la pubblicazione di post frivoli, passatemi il termine almeno per questa volta senza avercene a male.

Sono notti, giorni, direi mesi che non chiudo occhio. Passo l’intera giornata senza fermarmi un secondo; lavoro, casa e mente impegnata fanno si che non ci sia nemmeno il tempo per pensare. Poi la sera decido di mettermi a letto e lì realizzo quello che ne è stato. Raffiche di pensieri che ti crollano e ti ritrovi con gli occhi pieni di lacrime. E non dormi. Rifletti sulla vita, sui cambiamenti e soprattutto fai i conti con te stessa.

Fino a qualche mese fa, se avessi dovuto trovare un solo aggettivo per descrivermi, vi avrei detto solare. Il sorriso è sempre stato un motto nella mia vita, da sempre, ad ogni costo e dinanzi a qualsiasi circostanza. Non ho mai sopportato le persone che si lamentano per ogni piccolo imprevisto, le persone che si commiserano, non ho mai sopportato il pessimismo in generale. Quasi convinta che il sorriso non può che chiamare sorriso. Quante volte mettiamo su il broncio inutilmente: la lavatrice che non funziona, l’esame andato male per cui avete perso tre mesi di vita, il fidanzato che ti molla per un’altra. O ancora semplicemente perché non ci siamo svegliate con il verso giusto. Eppure io ho sempre creduto che nulla valesse più di un sorriso ed ho sempre agito mettendo lui al primo posto. Tante volte ho evitato, snobbato, tutte le persone che a miei occhi erano troppo “tristi” e “negative”. Sono stata superficiale e non sono andata oltre quel non sorriso, dimenticando che non siamo tutti uguali e non reagiamo tutti allo stesso modo.

E’ anche vero che tante volte dietro quello stesso sorriso che ci incanta si nasconde ben altro che felicità e io vi dico che non c’è niente di più vero. Spesso sono le persone che soffrono i drammi più grandi ad avere la forza di sorridere. Sono quelle persone che hanno toccato il fondo e sanno che nulla è peggio di quel fondo. Persone che hanno preso consapevolezza di quanto la vita sia fugace e crudele e che non rinunciano a quel sorriso. Per me un sorriso racchiude una storia e non posso farci nulla preferisco un sorriso triste che un non sorriso. Nella mia vita non c’è stato giorno in cui non abbia sorriso, anche quando sarebbe l’ultima cosa che avrei voluto. Mi sono sempre detta “sorridi, perché ci saranno momenti in cui la vita ti toglierà quel sorriso”. Proprio per questo non ci ho mai rinunciato. Pensate a quanto bene faccia un sorriso, a quante volte scegliamo le persone con cui passare il proprio tempo perché ci fanno star bene. Cosa c’è di meglio di un sorriso.

Fino a qualche mese fa io mi sentivo parte di quelle persone che fanno del sorriso una filosofia di vita. Nonostante i problemi e soprattutto in presenza di problemi. Mi sentivo parte finché non toccato un fondo che, credetemi, non auguro a nessuno. Ho perso la voglia di sorridere, parlare, scherzare, sognare. In tutte queste notti insonni ho realizzato di aver fallito nel perseguire un mio ideale e probabilmente è stato questo a mandarmi in confusione. E’ come se guardandomi allo specchio non vedessi più la grinta, la vivacità, lo spirito reattivo che da sempre mi ha contraddistinto. Sono mesi che non riesco a sorridere, sorridere con il cuore. Più passa il tempo, più realizzi di aver toccato il fondo, più fa male. La fatica per rialzarmi sembra immensa. Ogni sera per mesi mentre ero a letto pensavo. Forse la vita ha voluto punirmi per la mia costante felicità. Ha voluto rubarmi il sorriso. Mi ha tolto il dono più prezioso, quasi volesse prendersi beffa di me. Forse ha voluto darmi una lezione per tutte quelle volte che sono stata superficiale con chi non aveva un sorriso.

La verità non è questa e la mia parte razionale ne è consapevole. Il destino, la vita, un male che non perdona mi ha portato via la donna che mi ha dato la vita, la mia migliore amica, la mia sostenitrice e fan più accanita. E sono arrabbiata con il mondo e con tutto, perché sebbene io possa pensare che ora lei sia in un mondo migliore non era giusto che andasse così. Ieri sera nel buio ho pensato che forse non è colpa di nessuno se la vita va così, se ci toglie il sorriso. Una sofferenza così grande non l’avevo mai provata e forse è giusto che mi conceda una lacrima o almeno il lusso di non sorridere.

Faccio fatica, tanta fatica. E’ difficile giorno per giorno realizzare quanto accaduto, tornare alla realtà e riprendere quella quotidianità che ormai sembra persa. Scrivere per il blog, fare shopping, parlare e ridere con un’amica mi sembrano gesti impensabili, lontani dalle mie volontà. Svegliarsi ogni mattina con il magone allo stomaco e far finta di nulla, sorridere a tutto marito; andare a lavoro e parlare del più e del meno, senza far trapelare il  minimo segno di cedimento. Far finta che io stia bene. Forse chiedo troppo a me stessa. A volte è quasi come se mi sentissi in colpa di tornare alla normalità. Eppure sono giorni che mi chiedo se sia giusto reagire in questo modo o se forse sto perdendo di vista qualcosa. Per quanto possiamo riempirci di belle parole, siamo umani e le emozioni vanno oltre. Per quelle non esiste il giusto e il sbagliato; non esiste una regola. Le vivi e basta. Siamo umani, fatti di carne, ossa, e soprattutto limiti. Ed alla sofferenza non c’è limite.

Dopo questa lunga notte, ho preso atto delle mie debolezze, ho accettato le mie lacrime e il mio essere fragile, ma ho deciso che in qualche modo devo tornare a sorridere. Ho pensato a tutti i sorrisi regalati in questo periodo da chi mi è stato vicino e a quanto mi abbiano fatto bene. Ho preso coraggio e da oggi ho deciso che voglio ricominciare con la vita e con tutto. Non voglio né potrei dimenticare ma voglio credere che lassù ci sia qualcuno che non aspetti altro che io torni a sorridere. Devo farlo per lei.

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso diceva il grande Chaplin e quanto aveva ragione.

La mia filosofia di vita non è cambiata, ho solo imparato che a volte può esserci una lacrima in mezzo ad un sorriso e che tutto ciò non significa essere deboli ma umani.

Grazie a chi è arrivato alla fine di questo post.

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10 comments

  1. Cara…leggere questo tuo post mi ha aperto il cuore, ti capisco.
    Anche io sono una solare sorridente e allegra, sempre anche di fronte alle difficoltà, ma c’è stato un momento quest’anno che anche io ho mollato blog armi e bagagli e mi sono chiusa nel mio guscio.
    Le mie energie, le poche che mi sono rimaste, le ho buttate nel lavoro e nella sopravvivenza… poi con l’andare del tempo ho imparato piano piano, e sono ancora nella fase del piano piano, ad accettare i momenti, le tristezze, il limite di un momento che non mi permette serenità.
    TI capisco e ti ringrazio da tua follower di aver scritto, ti sei aperta hai raccontato qualcosa di te…sei dolce e io ti capisco e ti sono vicina anche se sono lontana e nn ci conosciamo!
    Un abbraccione forte forte….

  2. Ti sono vicina…anch’io come te ero una persona solare, vitale…non mi fermava nessuno!!! E poi, la vita mi ha presentato il conto: ho perso persone a me care, ero straziata..un dolore che non aveva mai fine. Posso solo dirti che dopo tanto tempo ho riniziato dalle piccole cose…il sorriso dei bimbi è stata la mia migliore terapia! Ti abbraccio!!!

  3. Ho avuto l’onore di leggere questo articolo in anteprima e ti ho già scritto in privato cosa penso. Leggerlo mi ha fatto commuovere e mi ha riempito il cuore. Nelle tue parole trovo molti dei miei gesti e dei miei atteggiamenti e la cosa mi ha fatto sorridere tra una lacrima di commozione ed un’altra. Poche persone riescono davvero a toccarmi nell’intimo e tu ci sei riuscita Marica! Ci sei riuscita perchè sei una bella persona e le tue parole sono molto più che profonde e veritiere. Nessuno potrà prendere quel posto che la tua mamma ha lasciato vuoto su questa terra, ma puoi andare avanti con la forza e la tenacia che ti contraddistingue, alzando ogni tanto gli occhi al Cielo e sorridere…sorridere tra una lacrima per sentirsi umani e sapere che in quel momento la tua mamma è un pò più felice ed orgogliosa di questa meravigliosa figlia :)

    Ti abbraccio fortissimo.

  4. Mi dispiace molto per questo periodo così oscuro, la tua perdita è incommensurabile. Ma sono felice di leggere nel titolo di questo post una sorta di rinascita, l’accettazione e la volontà di ritrovare il senso per cui viviamo.
    Ti abbraccio forte.

  5. Ciao,
    la mia natura mi porterebbe ad essere una persona a volte negativa, ma con l’aiuto di un’amica e di tutti libri sul pensiero positivo e sul modo di pensare diverso ho radicalmente cambiato la mia vita. Ho deciso che il dolore mi aveva forgiata, ma dovevo piantarla di commiserarmi e da allora ho cercato di capire, di entrare in empatia con gli altri, ma anche di donare quel sorriso che tu dici ora essere difficile da donare. All’inizio fallo solo per te stessa per darti la carica, poi vedrai che tornerai a sorride per il mondo. Nell’ultimo anno il mio motto è un sorriso in viso e uno in borsa, perchè se affronto positivamente la mia giornata essere mi regalerà delle magnifiche opportunità e anche dei treni che vanno presi in corsa. Baci buona giornata Alex

  6. Sono appena arrivata qui sul tuo blog, quindi spero che non ti dispiaccia se nonostante non ci conosciamo io ti commenti lo stesso.
    purtroppo quando siamo abituati ad un certo stile di vita non sempre riusciamo a capire quello degli altri e certi comportamenti ci sembrano assurdi finché.. finché non li proviamo anche noi e allora tutto diventa un po’ più chiaro. Sì, forse si tratta di superficialità, ma in fondo errare umano e la cosa più importante è fare un passo indietro e ricominciare con una nuova visione.
    Mi spiace moltissimo per questo tuo periodo nero e immagino che una perdita del genere farebbe smettere di sorridere anche il più forte degli animi, quindi hai fatto bene a cedere perché in fondo la vita è fatta anche di cadute e si può tornare a sorridere, sì, ma prima bisogna anche imparare ad accettare il dolore.
    Ti mando un abbraccio

  7. mi son chiesta svariate volte che fine avessi fatto, ma non avrei ipotizzato il motivo reale… nessuno pensa mai a cose così importanti e in un certo senso è anche un bene.
    Spero tanto che il blog ti porti qualcosa di “normale” a cui pensare, perché ne hai davvero bisogno, e perché è abbastanza retorico ma anche semplice ipotizzare che tua madre ne sarebbe felice, di vederti serena e di nuovo convinta che valga la pena sorridere.
    Un abbraccio grande!

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